PERLA, NOIR & POWER

– “perla”, secondo “ViviPadova”, considerato tra i migliori album dell’anno 2014.
“Creare del jazz suonando tutt’altro? I 3quietmen, insieme a Stefano Battaglia, ce l’hanno fatta. Perla è un viaggio mistico al gusto di progressive e post rock tra le città dell’immaginario letterario.”
http://www.ilvivipadova.it/il-2014-musica-i-migliori-album-dellanno

– il Vivi Padova – agosto – Carlo Mezzalira
3quietmen & Stefano Battaglia – Perla – 8/10
Continua il sodalizio tra i 3quietmen e il pianista Stefano Battaglia con il nuovo Perla, un concept album strumentale ispirato alle città fantastiche della letteratura. Il quartetto formato da piano, basso, batteria e tromba ritorna abbandonando la veste jazz con cui si era presentato nel precedente Bartocosmos (2009) e ci accompagna per un viaggio magico, citando diversi autori e poeti, da Omero a Italo Calvino, creando un flusso musicale in grado di unire più generi, evocando il jazz tramite il rock. Si parte con la psichedelica Città invisibile, per poi sfociare nel puro prog jazz crimsoniano di Mecanopolis e Lylipad, dove i virtuosi assoli di organo ad opera di Battaglia sono gli indiscussi protagonisti in uno scenario ricco di tensione e allucinazione. La psichedelia si placa in alcuni episodi dove l’ascoltatore può riprendere fiato per lasciarsi cullare dal lato soft del disco. Nella ballata Kon, tromba e pianoforte dialogano tra loro, mentre in Ismaro il jazz incontra il post rock creando un surreale crescendo. Le ultime due composizioni sono in perfetta contrapposizione tra loro, la squillante Città di Dio sfocia quasi improvvisamente nello scenario desolato della title-track che chiude il disco, dove i lenti rintocchi del contrabbasso accompagnano la romantica melodia del pianoforte che pian piano sfuma nel silenzio. Perla è un flusso musicale che valorizza ogni aspetto dei quattro strumenti, grazie a strutture articolate tipiche della musica progressive, melodie immediate e scenari post e math rock. Tra i migliori prodotti italiani dell’anno.
http://www.ilvivipadova.it/agosto-musica-vintage-adolescenziale-viaggio

nedworkedblogs.com – free fall jazz – negrodeath
I 3quietmen fanno parte di quella generazione di musicisti che dal jazz partono verso la contaminazione con altri linguaggi musicali. L’idea di fondo è quella di costruire una nuova identità, una nuova scuola italiana, sì, ma senza cadere nella trappola del folklorismo o della nostalgia arcadica dei vecchi tempi stile “songbook di Claudio Villa in jazz”. In questo 2014 pubblicano ben tre dischi, ma noi intanto ci occupiamo di ‘Perla’, nuova opera in studio assieme al pianista Stefano Battaglia che già nel 2009 aveva collaborato con loro. E’ una specie di concept album, nel senso che ogni brano si ispira ad una città immaginaria della letteratura; all’ascolto, un evoluto ibrido linguistico in cui il jazz passa attraverso post, math e progressive rock. I 3quietmen e il loro ospite elaborano un suono nervoso e dinamico, dove ad una melodia portante (spesso orecchiabile, quasi sempre malinconica) si contrappongono riff e ostinati in continua evoluzione; grazie all’uso sapiente di effetti, a partire dagli echi spettrali della tromba di Ramon Moro, la musica assume toni visionari e inquietanti, a tratti ipnotici, in progressivo mutamento nell’arco di otto lunghe composizioni. A tratti vengono in mente storici gruppi prog come i King Crimson degli anni ’80, gli Henry Cow e i Soft Machine, ma filtrati attraverso l’ottica di formazioni post rock come Don Caballero e, soprattutto, Tortoise.
Poco adatto a chi vuole ascoltare solo jazz idiomaticamente corretto, ‘Perla’ è un disco interessante e ricco di spunti.
http://nblo.gs/Y9rAi

– Rumore – mensile luglio/agosto 2014 – Maurizio Blatto
rumore
rumore

– Tracks Musica Indipendente – Fabio Alcini
I 3quietmen, cioè Ramon Moro, Federico Marchesano e Dario Bruna, hanno appena pubblicatotre album. Tanta è la voglia di giocare con i numeri che il trio, insieme al doppio live rappresentato da Noir e Power, ha pubblicato anche il concept Perla.
Ci concentriamo qui sul concept di inediti, realizzato con la collaborazione del pianista Stefano Battaglia. L’incontro con Battaglia è nato molti anni fa con il Laboratorio di Sperimentazione Musicale della Fondazione Siena Jazz e con Battaglia i 3quietmen hanno pubblicato nel 2008 l’album Bartokosmos.
Perla è un concept album con otto composizioni originali, dedicate alle città fantastiche che nella letteratura sono state narrate da Omero fino ai nostri giorni.
Si comincia sulle note di Città invisibile, che parte con ritmi piuttosto tranquilli ma d’improvviso si anima, come in corrispondenza di piccole finestre di ritmo. Durante i quasi nove minuti della composizione si vivono vite diverse, ma si ritorna più o meno dove si era partiti.
Mecanopolis si muove nella stessa frazione di spazio intermedia tra jazz e progressive che caratterizza molto del lavoro dei King Crimson e di band similari; e lo fa con personalità, ritmo ed energia molto convincente.
Kor invece avvia operazioni notturne in cui il piano di Battaglia si erge a protagonista, mentre la seconda parte del brano lascia molto spazio ai bassi e agli strumenti a corda di Marchesano.
Lylipad gioca con le dissonanze su ritmi piuttosto placidi, anche se il cambio di ritmo, sottoforma di accelerazione plastica e in qualche modo “galattica” è dietro l’angolo.
Più tranquilli i discorsi di Ismaro, con maggiori dosi di pianoforte e movimenti più vicini al progressive. Milosis
Città di Dio apre con note squillanti, come se trombe angeliche accogliessero i visitatori all’ingresso. Poi però si corre a ritmi sostenuti. Si chiude con Perla, altra escursione notturna con rivoli di inquietudine.
Il disco lascia trasparire una grande fluidità e una familiarità nell’esecuzione quasi palpabile. Il “muro” (ammesso che ci sia mai stato) tra jazz e altri generi più o meno confinanti viene sorpassato ogni volta e senza esitazioni.
Proprio la capacità di mettere insieme sonorità di provenienza diversa e la versatilità del trio (o quartetto vista la presenza di Battaglia) dà luogo a un disco originale e ricco di sensazioni.
http://musictraks.com/2014/06/13/la-recensione-perla-3quietmen/

– Distorsioni – Lorenzo Berretti
Perla

Gli italiani 3quietmen – quindici anni di attività – insieme al pianista Stefano Battaglia presentano con “Perla” un album poliedrico, parte preminente di una triplice uscita in contemporanea che prevede due album vivo. Perla è privo di compromessi e fedele ad una linea sperimentale che accosta questi musicisti a numerosi gruppi del ventesimo secolo. Il tessuto avanguardistico di fondo si dirama in questo disco ed esplora varie forme di jazz, dal free alla fusion, toccando anche i confini del rock in alcune soluzioni ritmiche. Possono essere sentite con chiarezza le influenze del gruppo, che affondano le radici nel periodo più florido della musica sperimentale del secondo dopoguerra. Suoni, tempi e melodie sembrano provenire direttamente dagli anni 70: ritroviamo tastiere elettriche fender rhodes che nei momenti più dinamicamente forti riportano alla memoria, con i loro suoni distorti e gli andamenti irregolari, i timbri del più importante gruppo sperimentale italiano, gli Area.
In alcune situazioni malinconiche, dove trombe dal suono vibrato portano avanti melodie instabili ma dolci, si riassapora certi mood dei vecchi lavori di Robert Wyatt (“Rock Bottom”). Come il nome del gruppo suggerisce, non mancano nel cd momenti intimi di quieta introspezione; in questi frangenti affiora l’anima più misurata della band, con accenni alla delicatezza minimalista dei lavori per pianoforte di Arvo Part. Il cd ondeggia tra momenti di tranquillità ed altri di grande euforia, nei quali l’uso accentuato dei cambi di tempo può disorientare l’ascoltatore, avvicinandosi all’estetica ed alle dinamiche di grandi gruppi di jazz rock progressivo europei del passato come Perigeo, Matching Mole, Henry Cow, Nucleus, Soft Machine.
Noir
Più riflessivo e con maggiore austerità di suoni si presenta il live “Noir”, registrato al Superbudda. Anche esso presenta la stessa impostazione sperimentale che si respira in Perla, ma con una più decisa impostazione jazz, con la tromba in primo piano, che con armonie minimali e un suono sempre controllato che mai oscura gli altri strumenti, crea atmosfere surreali e sognanti. Le tracce hanno un andamento più continuo, la tessitura dei brani è tale da avvolgere l’ascoltatore in atmosfere con cambi di dinamica talvolta anche bruschi, ma sempre controllati da climax coinvolgenti. Anche il noise viene esplorato: i feedback di chitarra e gli archi che accarezzano le corde per produrre timbri inconsueti, contribuiscono a creare un’atmosfera che parla e comunica emozioni senza aver bisogno di note canoniche; un’operazione delicata, che in più punti offre risultati interessanti.
Power
Ambientazioni dark e climi apocalittici si presentano con maggiore forza nell’altro live “Power” (2014), registrato sempre al Superbudda. Come preannuncia il titolo, il cd contiene una maggiore “potenza” di suono: il basso distorto ruggisce riff dissonanti, intrecciandosi con le complesse ritmiche dettate dalla batteria; questa la base per proporre visioni schizofreniche, in un viaggio che cattura l’ascoltatore in un’intricata escursione musicale difficile da ritrovare in altri gruppi moderni. I toni e le soluzioni musicali ricordano gli esperimenti della musica di Robert Fripp, soprattutto quella prodotta nel secondo periodo dei King Crimson, con una consolidata influenza jazz che straripa spesso in territori tutt’altro che confinanti, arrivando ad esplorare anche il rock più hard. Anche quando ci si trova di fronte ai momenti più quieti dell’album (che talvolta toccano il silenzio, come in alcune stridenti sperimentazioni dadaiste), la musica è sempre pronta ad esplodere, offrendo pochi approdi distensivi all’ascoltatore.
Voto: 7.5/10
http://www.distorsioni.net/canali/dischi/dischi-it/perla-noir-power

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